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Discorso introduttivo del Presidente Adolfo de Rienzi

13 ottobre 2015
13 ottobre 2015

 

Mi auguro di riuscire ad iniettare un po’ di fiducia in questo momento così complicato che stiamo vivendo. L’età del caos la chiamano da più parti (da ultimo il saggio di Rampini di qualche giorno fa).

Oggi vorrei far passare un messaggio di concretezza: essere positivi e propositivi!

Con l’Accademia del Notariato ci stiamo occupando da tempo di comunicare l’importanza che il valore dell’intercultura si diffonda anche tra giuristi ed economisti e non rimanga solo ad appannaggio di sociologi e filosofi o di strutture religiose o parareligiose e relegato al terzo settore.

Per raggiungere questo obbiettivo l’Accademia del Notariato ha organizzato da gennaio a giugno una serie di incontri suggestivamente intitolati “quelle storie dell’altro mondo e del nostro” durante i quali ha raccontato cos’è l’intercultura nei vari ambiti. Abbiamo quindi declinato l’intercultura nell’imprenditoria, nella musica, nel sociale, nello sport, nella cultura e da ultimo proprio nel diritto costruendo anche un ponte tra Roma e Pechino con l’aiuto del prof.Oliviero Diliberto che abbiamo il piacere di avere con noi a partecipare a questi lavori.

Il fenomeno del confronto tra le culture non è relegato in ambito filosofico e quindi non riguarda i soli antropologi e sociologi, ma deve riguardare anche economisti e i giuristi.

La presenza così sinergica oggi ci dimostra questo interesse.

Voltare pagina, allora. Bisogna essere concreti! Basta con il “piove, governo ladro”! Oggi dobbiamo cercare di chiederci cosa possiamo fare per questa Italia che, forse, inizia ad intravedere qualche piccolo segnale di ripresa. Dobbiamo dare risposte ai dubbi che sono venuti fuori da questa ricerca svolta sul campo.

Il messaggio che vorrei far passare a noi operatori del diritto e dell’economia è di avere il coraggio di affrontare il nuovo. Ogni giorno, nei nostri studi, ci viene richiesto di dare risposte concrete ed è questo l’approccio che dobbiamo dare all’evento di oggi.

Nella cartella che vi è stata distribuita ci sono le risultanze di una indagine effettuata in tutta Italia che ha impegnato i notai “di frontiera”. È costato tempo e lavoro per realizzarla. Ci siamo avvalsi dell’eccellenza nel settore, del prof. Mario Ricca che ha creato una squadra di giovani giuristi ed economisti capaci e competenti.

Questo prezioso studio mostra tutto l’interesse di cui stiamo parlando. È stato realizzato in maniera scientifica e sistematica. Il linguaggio utilizzato dai notai è volutamente colloquiale e quasi mai ieratico e saccente.

I notai si sono lasciati andare proprio alla preoccupazione che negli studi notarili serpeggia per la necessità di confrontarsi con altre culture e il timore di non avere sempre gli strumenti adeguati a fornire la soluzione più soddisfacente.

Attenzione, queste preoccupazioni non sono solo dei notai, ma anche dei collaboratori dei notai, dei frequentatori degli studi e autonomamente di commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati e  di tutto quanto ruota nelle proprie relazioni. Sono preoccupazioni anche del mondo della pubblica amministrazione, della finanza,  del fisco….  Tutte preoccupazioni che nascono da un impatto nuovo. Perché oggi si vive una nuova realtà. Non possiamo fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia, dobbiamo comprendere le esigenze e trovare delle soluzioni.

Le problematiche emergono da un’indagine empirica. Si è visto in questi studi di frontiera l’esistenza di diverse etnie che hanno un retroterra culturale diverso l’uno dall’altro e si è cercato di volta in volta di dare risposte ricercate nel nostro ordinamento giuridico che è ampio, fin troppo ampio forse. La nostra funzione di adeguamento deve portare proprio ad indagare fino in fondo queste volontà per poi tradurle in contratti, in risposte concrete.

Tutto questo per dire che oggi deve essere una giornata di sperimentazione.

La giornata di oggi da un lato segna il punto di arrivo di un primo percorso che è stato intrapreso, ormai da più di due anni, quando abbiamo deciso di avvicinarci a queste problematiche.

Approfitto di questa occasione per ringraziare tutte le meravigliose persone che hanno speso, con entusiasmo, tempo ed energia nella realizzazione di questo risultato. Qualcuno di loro ha potuto partecipare solo ad alcune fasi del progetto e non può essere qui oggi per motivi di famiglia o di lavoro, ma l’apporto di ciascuno è stato fondamentale per il raggiungimento di questo primo obiettivo.

Devo ringraziare tanti giovani che hanno collaborato, è infatti proprio ai giovani e al loro futuro che è rivolto tutto questo lavoro.

Se dunque da un lato la giornata di oggi è un punto di arrivo per l’indagine, oggi vorrei che sia soprattutto un nuovo inizio.

Mi auguro che vengano sollevate ancora maggiori problematiche di quelle presenti nello studio e che ognuno si senta stimolato a dare il proprio contributo per accrescere la casistica che è lo strumento fondamentale per poter fornire risposte adeguate.

Una cosa è certa, sarà necessario organizzare un approccio sistematico, non si può lasciare al caso, occorre un’armonia sistemica. È necessario che gli economisti possa contare sull’ausilio del diritto internazionale, comunitario, diritto pubblico e privato, così come i giuristi non possono non confrontarsi con l’impatto economico.

A questo proposito vi segnalo l’ultimo saggio pubblicato dal nostro governatore della banca di Italia, Ignazio Visco, intitolato “perché i tempi stanno cambiando”.

Da questo testo emerge la preoccupazione per il nuovo fenomeno con cui è necessario confrontarsi.

Sostiene infatti il Governatore che “per far fronte a fenomeni come quello migratorio non dobbiamo aspettare che occorrano disastri e limitarci a gestire l’emergenza. È invece fondamentale l’investimento in conoscenza. Perché la formazione, il sapere, il mettere insieme i saperi saranno elementi decisivi nella costruzione di nuova occupazione”.

Tutto questo per ribadire la necessità che si produca un risvolto concreto. Oggi, quindi, stimoleremo in tutti i modi il dibattito. Il prof. Mario Ricca certamente molte risposte saprà darcele, ma altre volte il quesito potrà indicarci nuove strade da percorrere.

L’importante è che ognuno di noi abbia consapevolezza di queste strade da intraprendere.

Se non c’è questa consapevolezza e riteniamo che il nostro diritto positivo sia sufficiente a far fronte a tutto quello che sta succedendo, siamo sulla strada sbagliata. E se pensiamo che il problema sia sempre degli altri,  se pensiamo che il problema sia solo dei politici, abbiamo sbagliato lo stesso.

Il politico non fa altro che raccogliere le istanze che vengono dalla “pancia” della nazione e la pancia della nazione la abbiamo in mano noi ogni volta che ci viene chiesta la soluzione di casi concreti negli studi del commercialista, del consulente del lavoro, dell’avvocato, nello studio notarile. Ciascuno è chiamato a fornire risposte adeguate in base alle  proprie specifiche competenze.

L’intento deve essere quello di mettere la nostra esperienza a disposizione  del sistema Paese, magari anche per recuperare un orgoglio, che è quello italiano, l’eccellenza, che è italiana e per sfatare tanti luoghi comuni che in questo momento affollano le nostre cronache e i nostri pensieri, forse togliendo tempo importante a chi ha bisogno di noi.

Infondo noi siamo medici e chi si rivolge a noi è il paziente. Al paziente non interessa se la soluzione è ideale perché risolta da un avvocato, piuttosto che da un notaio o da un commercialista o un consulente del lavoro, ha bisogno di risolvere il problema.

In questo momento, allora, dobbiamo fare quadrato, come sempre abbiamo fatto con l’Accademia del Notariato, con l’ausilio fondamentale delle altre istituzioni. Sono presenti magistrati, magistrati delle imprese peraltro, illustri esponenti del mondo dell’Accademia, l’accademia propositiva, abbiamo con noi il prof. Oliviero Diliberto, abbiamo giovani notai che si sono già distinti per essere vicini a queste istanze, è qui con noi il notaio Stasi.

Non sono state invitate casualmente queste persone, ma sono state coinvolte proprio perché insieme si possa comprendere come dare risposte. Non vogliamo fare accademia nel senso qualunquista e dispersivo del termine, ma fare accademia per essere positivi e propositivi, come si diceva.

Ci affideremo ad una guida unica, quella del prof. Mario Ricca, che voglio ringraziare per mettersi continuamente a disposizione e, ci tengo a dirlo, del tutto gratuitamente.

Dovete credermi lui si spende perché ha compreso che il momento è quello che è e che bisogna dare una risposta che il mondo delle Università e delle Scuole deve dare nel modo migliore (i lavori saranno seguiti anche da ragazzi di scuola superiore accompagnati da un dirigente che sa guardare oltre, il prof. Allega).

Cercheremo allora di dare risposte, ma anche di creare stimolo per altre risposte che devono essere date in modo sistematico.

Quando le strade si percorrono insieme ci si sente più forti.

Adolfo de Rienzi

Messaggio di saluto del sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri

10 ottobre 2015
10 ottobre 2015

 

“Desidero formulare i miei più affettuosi saluti a tutti i partecipanti ed ai relatori presenti oggi al convegno e ringrazio in particolare l’amico Presidente Adolfo De Rienzi per il Suo gradito invito e per il Suo impegno nell’organizzazione di questa giornata, che ritengo molto significativa per i contributi che emergeranno.

Sono rammaricato di non poter presenziare all’evento e di non poter sviluppare un serio e costruttivo confronto su questi temi e sulla figura del notaio del futuro, sempre più professionalizzato e preparato anche sul piano multiculturale.

La figura del notaio rappresenta una chiara garanzia di legalità e di sicurezza per lo Stato e per il cittadino, coniugando alla perfezione, da una parte, l’esercizio della libera professione, e dall’altra, le funzioni di pubblico ufficiale e di sostituto d’imposta che gli sono assegnate.

La qualifica di pubblico ufficiale ha sempre garantito un alto grado di sicurezza giuridica degli atti che vengono da questi autenticati, portando ad un sostanziale azzeramento del contenzioso immobiliare.

I notai forniscono allo Stato un sicuro ed efficiente servizio di riscossione delle imposte, garantendo un introito di oltre 6 miliardi di euro all’anno; costituiscono, inoltre, un fondamentale partner per la Pubblica Amministrazione nel monitoraggio delle operazioni economiche e nella segnalazione di sospetti casi di riciclaggio di denaro; infine, rappresentano una garanzia sull’identità del soggetto che definisce un atto, prevenendo i casi di furto di identità.

Di recente abbiamo avviato un dialogo serio e concreto con la categoria, nell’ambito della discussione sul DDL sulle liberalizzazioni, e auspico si possa continuare in questa direzione.

In particolare, stiamo creando la figura del notaio regionale, vogliamo aumentare la concorrenza e garantire la possibilità di pubblicizzarsi nei limiti della legge. Tutto questo deve essere fatto preservando la sicurezza giuridica, la fiducia e il servizio di legalità che è stato garantito fino ad oggi.

Il mondo globalizzato e multiculturale richiede che una figura centrale nella società moderna, come quella del notaio, si evolva mantenendo uno stretto contatto con la realtà e con le esigenze dei cittadini.

Il Notariato deve fare una riflessione seria sulla necessità di dare assistenza anche ai clienti stranieri, che devono trovare nel notaio un vero punto di riferimento. I notai devono avere sviluppare le proprie conoscenze al fine di potersi porre come interpreti delle esigenze e delle richieste che vengono, da questi ultimi, formulate.

Aumentare le proprie conoscenze e competenze non solo amplierebbe la platea di clienti, ma svolgerebbe anche una fondamentale funzione sociale di reale assistenza ai cittadini di altre nazionalità o di altre culture.

Il Vostro convegno tratta proprio la necessità di una crescita interculturale da parte del Notariato e della necessità di comprendere quali modalità debbano essere seguite nella formazione di un giurista sempre più completo e per questo lo considero una grande occasione di crescita personale e culturale per tutti i partecipanti.

Nel rammarico di non aver potuto portare il mio contributo al confronto, auspico possano esserci altre occasioni di discussione su questo importante tema e auguro a tutti buon lavoro.”

Cosimo Maria Ferri
Sottosegretario alla Giustizia

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