Il valore dell’intercultura

tante volontà da considerare

 

L’ Accademia del Notariato prosegue nel percorso di diffusione del valore dell’intercultura. Impossibile oggi svolgere la funzione notarile ignorando o fingendo di ignorare quanto il fenomeno del continuo confronto- scontro tra le varie culture, presenti sul territorio nazionale, impatti con il quotidiano svolgersi del nostro lavoro.

É preciso dovere del notaio indagare le volontà per tradurle in atti notarili. Per fare questo non può prescindere dalla cultura che è dietro quelle volontà. Come il notaio non può prescindere dall’indagine della volontà dell’emarginato o del diversamente abile. Oggi come ieri. Oggi come quando, nel 1913, è stata organicamente regolamentata e capillarmente diffusa sul territorio la funzione notarile ed attribuita una sede a ciascun notaio vincitore di concorso. Messo lì, come pezzo dello Stato, a presidio di una funzione di giustizia preventiva.  Allora si combatteva con l’analfabetismo oggi con lo straniero. Con un analfabetismo di ritorno. Una ‘non conoscenza’ che non è solo degli altri, che è anche la nostra. Che dobbiamo debellare se vogliamo conservare il ruolo di interpreti e traduttori di eccellenza. Siamo scelti ancora oggi dallo Stato proprio per questo e con enorme preparazione e complicata selezione.

Nei primi anni del secolo scorso il fenomeno emigratorio prevaleva sul fenomeno immigratorio. Ciò fino al miracolo economico degli anni 60 e 70, quando abbiamo visto una inversione di tendenza e le immigrazioni hanno cominciato a prevalere sulle emigrazioni.Da anni si verifica un fenomeno diverso . Da un lato si assiste alla cosiddetta fuga dei cervelli e  delle forze lavoro. Alla fuga dei nostri giovani migliori. É frutto di una politica scellerata di chiusura alla formazione ed alla ricerca di base che  vede sempre l’Italia ultima nelle classifiche di impieghi di risorse pubbliche nel settore. Dall’altro si assiste ad un vero e proprio interscambio culturale che va sotto il nome di ‘crocevia migratorio’ per usare il termine impiegato dai sociologi del lavoro.

Fino ad oggi, difatti, lo studio del fenomeno è stato appannaggio proprio di sociologi ed antropologi. Certo anche di semiologi e filosofi ma quasi mai di operatori del diritto. Vi invito a riflettere sulla circostanza che il mondo accademico riserva solo quattro o cinque cattedre di diritto interculturale su di un totale di centinaia e centinaia di presidi di materie giuridiche ed economiche in innumerevoli università pubbliche e private sparse in ogni dove. A questo punto mi chiedo e vi chiedo: quanti giuristi ed economisti si occupano di come impatta il confronto tra le varie culture, che il fenomeno migratorio porta con se, con il mondo del diritto ?

Fino a quando le maggiori professioni giuridico-economiche potranno ignorare questa materia ? Perché mai non chiedersi se non possa essere anche un nuovo e remunerato lavoro per i giovani in cerca di occupazione ?
Le nuove leve sono sul tema molto più sensibili di noi giuristi ed economisti tradizionali e tradizionalisti, e non mi riferisco solo ai notai !

L’Accademia del Notariato ha deciso di spendersi per questa giusta causa. E di farlo con due percorsi paralleli.

 


Creazione e formazione della figura di “Esperto di diritto interculturale”

 

Il primo impegno viene da anni di studio ed è finalizzato alla creazione della figura di un esperto di diritto interculturale.  Per centrare un obiettivo di alto profilo ci siamo affidati ad antropologi, sociologi e giuristi, coordinati e diretti dal professor Mario Ricca, titolare della cattedra di diritto interculturale dell’Università di Parma. Si sono organizzati per una indagine diretta ad identificare i problemi posti dal contatto delle varie culture che si incontrano e si scontrano tra gli operatori del diritto.

Il passo successivo sarà quello di elaborare i risultati delle indagini e organizzare prima corsi di formazione di formatori  e poi corsi diretti a quanti siano interessati ad assumere la qualifica di esperto di diritto interculturale.  Si chiederà il supporto degli ordini professionali e delle istituzioni competenti per certificare questa nuova e necessaria figura di professionista. L’indagine è in dirittura di arrivo.

 


Ciclo di eventi “Quelle storie dell’altro mondo…e del nostro”

 

A questo impegno di carattere tecnico – scientifico si affianca un percorso che potremmo definire di comunicazione e di iniezioni di fiducia per rendere la materia della intercultura di massima diffusione e di interesse generale. Si sta quindi organizzando un ciclo di sei serate – interviste ( una al mese, da gennaio a giugno 2015 ), ideato e animato dal giornalista Federico Guiglia ed ispirato a “Quelle storie dell’altro mondo … e del nostro ” come le abbiamo titolate.

23 gennaio – IMPRENDITORIA
La prima serata si svolgerà nella sede dell’Accademia con l’intervista all’imprenditore siriano Radwan Khawatmi, che è anche il presidente dell’associazione “Nuovi Italiani”. E’ previsto  l’intervento di Mario Ricca, titolare della cattedra di diritto interculturale presso l’Università di Parma.

27 febbraio – MUSICA
Sempre alle ore 18,00, a Roma sarà la volta del duo Ulises e Roberto Passarella. Sono due suonatori di tango, rispettivamente padre uruguaiano e figlio italiano. Hanno una interessante storia da raccontarci. La sede romana verrà individuata sulla base dell’affluenza di noi notai e degli ospiti. Non potremo purtroppo replicare il successo di gennaio nella sede Accademia di Via Flaminia che era troppo gremita nonostante le videoconferenze organizzate nelle varie stanze. La location verrà scelta anche in considerazione di un momento di svago che ci ha promesso la generosa consigliera Pinella Casazza.

26 marzo – SOCIALE
Il 26 marzo, per la serata dedicata al Sociale, sempre il giornalista Federico Guiglia intervisterà don Aniello Manganiello, straordinario prete di frontiera, già parroco di Scampia. Anche quello un altro mondo …  Ci incontreremo a Roma presso la RUI (Residenze Universitarie Internazionali -  che ospita studenti di diverse nazioni ed etnie.) – Sala Celimontano – Via Bezzeca 10 angolo Via Palestro 7. ORE 18.00  - INGRESSO LIBERO.

24 Aprile – SPORT
Per la serata dedicata allo sport incontriamo Simone Gambino, presidente della Federazione di cricket in Italia e Roshendra Abeywickrama, giovane ingegnere meccanico laureatosi a Londra e originario dello Sri Lanka, campione della Nazionale italiana di cricket. Al tempo del tragico tsunami nell’Oceano Indiano nel 2003 lui era dodicenne e si salvò perché rimase per tre ore aggrappato su una palma in cui era salito non appena si rese conto che il mare s’era incredibilmente ritirato. Oggi Roshendra non solo è un ingegnere laureatosi in Gran Bretagna e professionista a Milano, ma anche un simbolo di questa Nazionale piena di ragazzi che amano l’Italia, cantano l’inno di Mameli prima delle partite, ma non sono ancora cittadini italiani perché in gran parte figli di indiani, pakistani e lavoratori stranieri. Un esempio di che cosa voglia dire fermarsi e affermarsi in Italia come stranieri, quanto grande e bella possa essere la loro potenzialità “italiana” e quali invece le difficoltà che essi incontrano. A volte difficoltà incredibili, come in questo caso.

Ancona - Loggia dei Mercanti - Via della Loggia –  ore 18.00

22 Maggio – CULTURA

Prosegue il percorso di approfondimento del grande tema del confronto, costruttivo e unificatore, tra le diverse culture.
Questa volta protagonista è Matera, icona del patrimonio culturale italiano.

Appuntamento Venerdì 22 Maggio, alle ore 17.00 presso il Centro Culturale Casa Cava, Via San Pietro Barisano, 47 - Matera.

matera

Alla professionalità del giornalista Federico Guiglia il compito di porgere il microfono a quanti, a vario titolo e con competenze diverse, hanno aiutato Matera a salire sul tetto d’Europa come capitale europea della cultura 2019.

Un miracolo che ha consentito di rendere i suoi sassi patrimonio umanitario dell’UNESCO.

PARTECIPAZIONE GRATUITA

Prima dell’evento, alle ore 15.00, è prevista un’approfondita visita guidata gratuita a Matera.

 

18 Giugno – PREVENZIONE

A Giugno a Milano ci affacceremo ad Expo 2015.

Ma non sveliamo troppo. Come sempre confido nel vostro aiuto e nella vostra massiccia partecipazione.
Vi ringrazio di cuore. Adolfo

Adolfo de Rienzi – Presidente dell’Accademia del Notariato

 


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