La crisi della Giustizia civile in Italia: che fare?
Questo l’ammiccante titolo della “XX Conferenza Internazionale dell’Osservatorio G. Dell’Amore su rapporti tra diritto ed economia” svoltasi a Milano, presso l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia il 14 e 15 novembre scorsi. Il Convegno – a cui hanno partecipato numerosi autorevoli relatori - ha cercato di formulare qualche soluzione o almeno indicarne la via individuando i rimedi attuabili a legislazione ordinaria e costituzionale invariata e cercando di prefigurare gli eventuali interventi legislativi e forse costituzionali senza i quali è probabilmente difficile scalfire davvero il nocciolo del problema.
E’ di oltre 8 miliardi di euro il valore dei contenziosi economici in sede di giustizia civile affrontati nel 2007 dal Tribunale di Milano. Il più importante in Italia in questa fattispecie, con una previsione di crescita esponenziale nel 2008 a causa della crisi.
Il tema dell’impatto dei costi della giustizia civile sul sistema delle imprese è stato al centro di più di un intervento nel corso del Convegno (www.cnpds.it); più in particolare il Presidente dell’Ordine degli Avvocati Paolo Giuggioli ha affermato che “Il sistema deve saper rispondere alla crescente domanda di giustizia che proviene dall’economia: anche dal rapporto della Banca Mondiale emerge che la lentezza del sistema giudiziario è una delle cause dell’immobilismo economico attuale; è un sistema nel quale gli interventi sono solo emergenziali e dove i tempi di risoluzione delle controversie si allungano senza limiti”.
Del resto – ha confermato Daniela Marchesi, Direttore dell’Istituto di Studi e analisi economica – il timore dei tempi lunghi della giustizia civile è un fortissimo deterrente per le imprese che spesso non assumono decisioni anche importanti per timore di contenziosi senza fine”. Marchesi, a tal proposito ha citato esempi di imprese che non sciolgono partership diseconomiche per l’incertezza dei tempi di risoluzione qualora la controparte ricorresse in giudizio.
In questo quadro pur problematico – ha affermato Livia Pomodoro Segretario generale della Fondazione Centro Nazionale di prevenzione e difesa sociale – il Tribunale di Milano riesce a risolvere entro due anni l’80% delle cause civili e un ulteriore 5% entro il terzo anno. Certamente occorre investire ulteriormente sull’informatizzazione degli uffici di cancelleria e delle procedure amministrative perché occorre dare una risposta adeguata, seria e giusta alla richiesta di giustizia del cittadino”.
L’insoddisfazione per il modo con cui funziona nel nostro paese la giustizia civile è un sentimento largamente diffuso – ha poi affermato nel suo intervento il Presidente della “Fondazione Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale”, Ambasciatore Renato Ruggiero – confermato dai rapporti redatti da organizzazioni internazionali e dalle sempre più pressanti denunce provenienti dai vertici di istituzioni nazionali, quali la Banca d’Italia e la Corte di Cassazione”.
“L’idea della Conferenza – ha aggiunto l’Ambasciatore Ruggiero – nasce dalla convinzione che sia impellente e prioritario affrontare il tema dell’inefficienza della giustizia civile e che si tratta di un tema destinato ad interessare non solo la cerchia degli operatori professionali del diritto, ma chiunque abbia a cuore la crescita civile ed economica del paese intero”.
N. d. R. In proposito è appena il caso di ricordare che l'intervento dei notai nei procedimenti esecutivi per delega dei giudici ha ridotto i tempi di recupero dei crediti da 6/8 anni a 12/18 mesi.
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