Nella cura del patrimonio culturale la tutela dei soggetti deboli

22 Maggio 2013

6 maggio 2013

ROMA – Sale di Palazzo Rospigliosi
via XXIV Maggio 43
Mercoledì 22 Maggio 2013 – ore 14.30

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La partecipazione al Convegno attribuisce
5 crediti formativi professionali

Il tema della tutela del patrimonio culturale italiano è particolarmente caro all’Accademia del Notariato che già qualche anno fa gli ha dedicato un Incontro di primavera.
Questo non solo per le sue implicazioni con l’ambito professionale: è risaputo infatti che al notaio è affidato il rigoroso rispetto delle procedure previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio nei casi di trasferimento di immobili soggetti a vincoli.
L’argomento è stato affrontato in chiave interdisciplinare ed evolutiva, come è caratteristica della nostra Accademia, in un momento storico precedente alla recessione che avrebbe poi inginocchiato il Paese.
Già allora si evidenziava uno scarso interesse al tema da parte dei decisori istituzionali . Mancava e manca ancora la consapevolezza della necessità di valorizzare quel “tesoro” allo stato diffuso che ci appartiene in quantità impressionante e che fa invidia al mondo intero.
Di qualche giorno fa i numeri della debacle del settore da parte del CENSIS. Nel 2011 (ultimo anno disponibile nei dati statistici) l’Italia è ultima in Europa nella percentuale di spesa per la cultura ! Solo l’uno per cento, o poco più, della spesa pubblica è destinata alla cultura mentre l’Islanda ne destina il 7,4 % e Cipro, si, la Cipro dei prelievi forzosi, ne destina quasi il tre per cento.
Come meravigliarsi per lo stato di totale degrado in cui versano Pompei e Ostia? Come replicare a chi si lamenta che in molte città italiane i musei sono chiusi per turni incomprensibili o per lavori mai eseguiti? Vogliamo parlare di quello che avviene alla Reggia di Caserta? Le denunce da parte della stampa di oltraggi e incuria ai nostri tesori artistici sono pane quotidiano.
Questa è la ragione per cui si è ritenuto necessario ritornare sul tema ma cercando di dare luce ad aspetti diversi traendo spunto anche da un ulteriore incontro dell’Accademia del Notariato.
A fine 2011, infatti, dal convegno ” Un percorso interculturale a tutela dei diritti umani” si profilava un percorso virtuoso che in qualche modo segnava la strada per intervenire nelle situazioni di abbandono e degrado non solo del Patrimonio Culturale, ma di tutto il Sistema Paese. Tre i valori chiave da mettere in pratica: “Etica, Estetica e Sussidiarietà”.
Le statistiche ci dicono che ogni giorno seicento persone scendono al di sotto della soglia di povertà. Ma i soggetti deboli non sono solo i poveri. Sono i diversamente abili, i malati, i carcerati, le persone anziane, i minori, i giovani, anche se può apparire paradossale, gli esodati, gli immigrati, gli homeless.
Tutti soggetti e situazioni dei quali i notai si occupano quotidianamente, sia negli ambiti propri della volontaria giurisdizione, sia nelle situazioni di debolezza “non conclamate”. È soggetto debole anche l’acquirente di un immobile da una società costruttrice o da un Ente Pubblico, il mutuatario rispetto ad una banca erogatrice, il soggetto contro il quale si eleva un protesto, il socio di minoranza in una assemblea societaria….
Infondo anche il Bene Culturale è “soggetto debole”, un soggetto che vive solo se altri ne carpiscono il valore ed è lì per tramandare sensazione e non beni materiali.
Ma se questa è la situazione quali le proposte e le sfide per dare spinta al cambiamento? Dove è possibile migliorare e come? Coltivare la sussidiarietà è sicuramente una delle direzioni più convincenti per snellire l’apparato statale.
Occorre delegare talune funzioni a vantaggio delle situazioni nelle quali il Paese più sta soffrendo. La tutela del patrimonio culturale, appunto, che é anche tutela dei soggetti deboli.
Se lo Stato non può più garantire tutela e sviluppo a beni e persone dalla cui tutela dipende la sua stessa sopravvivenza allora è necessario ripensare il sistema. Forse sono maturi i tempi per valorizzare le forze private, il non profit e, perché no, le istituzioni notarili che, con grande impegno, capacità e mezzi propri, spesso si sostituiscono allo Stato.
Ecco la sfida di questo Incontro: ragionare insieme su come aiutare il Paese a trovare nuove vie o a valorizzare quelle esistenti per dare nuovo impulso alla ripresa, affiancando sempre più allo Stato risorse private che garantiscano in modo efficiente il superamento di situazioni emergenziali non più procrastinabili.
Cominciamo a farlo ascoltando tante eccellenze delle Attività, Professioni ed Istituzioni, messe insieme in questo incontro, con la regia dell’impareggiabile Franco Di Mare per indicarci possibili soluzioni che contribuiscano a risollevare questo nostro, amato, Bel Paese.

Adolfo de Rienzi


PROGRAMMA

Ore 14,30 – Registrazione dei partecipanti

Ore 15,00 – Saluti istituzionali
Introduce Michele Vietti – V. Presidente del C S M
Modera: Franco Di Mare – Scrittore e Giornalista RAI

Ore 15,30 – 16,00
Piero Alberto Capotosti – Presidente Emerito della Corte Costituzionale - “Aspetti costituzionali della tutela dei soggetti deboli”
Gabriella Alemanno – V. Direttore dell’Agenzia delle Entrate – Territorio - “Lo Stato tra le certezze dei Registri Immobiliari e le incertezze del Patrimonio Culturale”

Ore 16,00- 19,00
Tavola Rotonda
L’esperienza di Mario Ricca – tra Intercultura e Giustizia – introduce la 

TAVOLA ROTONDA

Partecipano:
Claudio Strinati, ovvero il fascino del patrimonio culturale comunicato dallo storico e critico dell’arte;
Alessandro Hinna, per un confronto tra le best practice italiane e le esperienze dei Paesi che vantano la leadership nella valorizzazione dei beni culturali;
Ugo Bacchella, da sempre una grande firma della produzione culturale, dello spettacolo dal vivo, dei festival culturali. Una voce moderna e internazionale sul ruolo del non profit e sull’ “export” di kermesse di successo da regione a regione d’Italia;
Monica De Paoli, notaio in Milano, esperta di non profit, sostenitrice del dibattito sulla funzione sussidiaria della professione a favore del Terzo settore, direttore di Federnotizie;

Ore 19,00 – Interventi programmati e dibattito conclusivo

Seguono Buffet e delizie musicali

Scarica il programma in pdf

 

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